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giovedì 8 agosto 2019

La gatta del Petrarca

Oggi è la giornata del gatto 🐱


Anche il grande Petrarca amava i gatti.
Ritiratosi a vivere nella quiete di Arquà, qui Petrarca trascorse gli ultimi anni della sua vita. Sebbene amante della tranquillità e della solitudine, un giorno giunse a tenergli compagnia una fedele gattina per la quale il poeta arrivò addirittura a provare un affetto così profondo da paragonarlo all’amore per la Laura resa immortale dai suoi versi. Così scrisse in una lettera indirizzata a Boccaccio, datata 8 luglio 1374, forse la sua ultima testimonianza scritta:

"Laura, l’amore della mia vita, della cui bellezza non hai mai potuto godere, e che la peste mi ha portato via già da un’eternità ad Avignone, ancora adesso dopo molto tempo dalla sua morte è la regina incontrastata del mio cuore. Eppure un giorno, ormai quasi due estati fa, una gatta è entrata a far parte della mia vita insidiandone il primato. Da allora, questi due esseri si contendono lo scettro del mio cuore combattendo una lunga lotta travagliata, che ancora non ha un vincitore, sul campo di battaglia dei miei pensieri e sentimenti."

E poi prosegue con la descrizione della gattina:

"La gatta ha macchie di tre colori diversi, come pochi in questa zona, zampe lunghe e un carattere dolce. Il suo mantello è morbido come la più raffinata delle sete, ma sono gli occhi quel che la rende speciale. E che la contraddistingue da tutte le altre creature della sua specie. Il suo occhio sinistro è verde brillante come un lago di montagna, l’altro è del misterioso colore dell’ambra luccicante. È entrata nella mia casa e nel mio cuore un bel giorno d’estate mentre stavo completando la mia raccolta di vite De viris illustribus."

Ancora oggi se visitate la casa museo del Petrarca ad Arquà in una teca troverete la gatta imbalsamata del poeta. Ma attenzione! Anche se in passato si vociferava fosse la vera gatta del poeta, in realtà fu una trovata di uno dei proprietari della casa, Girolamo Gabrielli, che fece realizzare nel Seicento.

La gatta è inoltre raffigurata assieme al poeta in un famoso affresco nella Sala dei Giganti di Padova.

sabato 27 luglio 2019

La gondola veneziana

La gondola è la più celebre imbarcazione veneziana, conosciuta anche come la “carrozza” del Canal Grande. Quella che oggi è divetanta una costosa attrazione turistica era, in origine, una barca di uso domestico, utilizzata da quasi ogni famiglia veneziana per spostarsi in città.

La prima notizia di una gondola risale ad un documento del 1094.

Una delle prime immagini della gondola, simile a quella contemporanea, è quella che vediamo nel capolavoro di Vittore Carpaccio che si trova alle Gallerie dell’Accademia: Miracolo della croce a Rialto. 1494
Le gondole appaiono più corte, più larghe e meno slanciate di quelle attuali e soprattutto prive di asimmetrie.

La gondola viene costruita nello squero, una specie di piccolo cantiere navale. Gli artigiani che vi lavorano, chiamati squeraroli, si tramandano oralmente le tecniche costruttive e i materiali da utilizzare.

Lunghezza 10,85 m

Larghezza 1,38-1,42 m

Peso 350 kg circa

Costituita da 295 pezzi

Legni usati: 8 diversi tipi di legno (abete, larice, ciliegio, noce, olmo, rovere, tiglio, mogano)

La sua costruzione richiede solitamente più di un anno.

Lunga all'incirca 11 metri e di forma asimmetrica, con il lato sinistro più largo del destro, è caratterizzata da un lungo remo, manovrato appoggiandolo ad una sorta di scalmo libero denominato fórcola, che si inserisce nel suo apposito alloggiamento e viene sfilato dopo l’uso.

L'asimmetria serve a semplificare la conduzione a un solo remo.

Il ferro di poppa, molto più piccolo di quello di prua e con funzioni principalmente di protezione dagli urti, è detto rìsso (= ricciolo).

Malgrado la considerevole lunghezza, la gondola è estremamente maneggevole, grazie al fondo piatto e alla ridotta porzione di scafo immersa, e può essere manovrata anche in spazi angusti, stretti.

Le manovre richiedono però una notevole abilità da parte del conduttore, il gondoliere, che deve essere dotato di un senso dell'equilibrio molto sviluppato in quanto la posizione di voga all'estremità della poppa è assai instabile.

Il tipico pettine o ferro di prua (in veneziano fero da próva o dolfin = delfino) ha lo scopo di proteggere la prua da eventuali collisioni oltre ad essere un abbellimento.

La sua forma ha tradizionalmente il significato di rappresentare i sei sestieri di Venezia (i sei denti rivolti in avanti), la Giudecca (il dente rivolto all'indietro) e il cappello del Doge.
L'archetto sopra il dente più alto del pettine rappresenta il Ponte di Rialto, mentre la 'S' che parte dal punto più alto per arrivare al punto più basso del ferro rappresenta il Canal Grande.

Nel ferro di alcune gondole di recente costruzione sono presenti anche tre rifiniture - una sorta di ricami detti foglie posti tra le sei barrette anteriori - che rappresentano le tre isole più importanti tra quelle delle laguna veneta, ovvero Murano, Burano e Torcello.

venerdì 28 giugno 2019

La barca di san Pietro

Conoscete la magia della barca di san Pietro? 
Nella notte tra il 28 e il 29 giugno in occasione della festa di San Pietro e Paolo, nelle campagne si celebra un rito molto particolare per capire come sarà il tempo, ma anche come andrà il raccolto e il destino dei componenti della propria famiglia.
 Si tratta di quella tradizione nota come la barca di San Pietro.
🔸La tradizione contadina da sempre si serve di rituali, alla cui base vi sono credenze popolari, leggende o storie di santi. Spesso si utilizzavano questi “strumenti” per capire come sarebbero state le condizioni meteorologiche, indicatore molto importante per il buon raccolto nei campi e dunque il sostentamento delle famiglie.
🔸Ancora oggi diffusa in alcune zone, soprattutto del Nord Italia, è la tradizione della barca di San Pietro o veliero di San Pietro, un’usanza che si serve di pochi ingredienti:
un contenitore di vetro, una chiara d’uovo e la magia della notte di San Pietro e Paolo!
🔸Il procedimento da fare è il seguente: la sera del 28 giugno si riempie un contenitore di vetro ampio e largo di acqua, all’interno si fa colare una chiara d’uovo e si mette a riposare per tutta la notte all’aperto o su un davanzale al chiaro di luna lasciando che la soluzione di acqua e uovo prenda anche la prima rugiada del mattino. Secondo la tradizione, la notte saranno i santi Pietro e Paolo a compiere la magia, in particolare sarà l’apostolo Pietro (che ricordiamo essere un pescatore) che alla vigilia della sua festa dimostra la sua vicinanza ai fedeli soffiando all’interno del contenitore e facendo così apparire la sua barca.





lunedì 17 giugno 2019

Forma di cortesia



In italiano ci si rivolge a una persona in due forme diverse:
  • con il tu, usando cioè la seconda persona singolare
  • con il Lei, usando la terza persona singolare
Il tu si usa per le persone con parenti e amici (persone con cui si ha confidenza), mentre il Lei si usa per le persone con cui non si ha confidenza e in tutte le situazioni formali sia al maschile sia al femminile.
Fai attenzione alla differenza:
Al bar tra amici:
Ciao Giulia, come stai? E come sta tuo marito? - Bene, grazie, e tu?
Dal medico:
Buongiorno, Signora, come sta oggi? E Suo marito? - Bene, grazie, e Lei?

La forma di cortesia per rivolgersi a più persone, è il voi, ossia la seconda persona plurale (come per le situazioni informali).
Può succedere di sentire usare il Loro, ma solo in forme come "I signori desiderano?", "Che cosa prendono?", etc., dette dal personale di servizio di bar, ristoranti e alberghi.

Nella lingua scritta tutti i pronomi della forma di cortesia si scrivono con la lettera maiuscola, soprattutto quando sono possibili delle ambiguità, degli equivoci:
Buona sera, signor Sorrentino. Spero di rivederLa presto.
Attenzione: per passare dal Lei al tu, è necessario che la persona più anziana o in posizione di maggiore autorità dica:"Diamoci pure del tu".


E ora prova a giocare:

lunedì 10 giugno 2019

La regina Teodolinda e gli affreschi di Monza


Monza 1444-1445: la signoria dei Visconti sta per finire. Questo è l'anno degli affreschi fatti in una delle cappelle del Duomo della città. Gli affreschi rappresentano Teodolinda (570-627), regina dei Longobardi e fondatrice della basilica.

Teodolinda era una principessa di stirpe regale, figlia del duca dei Bavari. Per rendere valida l'alleanza tra Bavari e Longobardi viene data in sposa ad Autari, re dei Longobardi. Morto Autari per avvelenamento dopo solo un anno di nozze, Teodolinda si risposa con Agilulfo, duca di Torino. Da lui ha un figlio, Adaloaldo, futuro re dei Longobardi e il primo ad essere battezzato nella fede cattolica. Teodolinda, infatti, essendo cattolica, rappresenta il primo stabile collegamento tra i Longobardi e la Chiesa di Roma, grazie ai suoi buoni rapporti con papa Gregorio Magno.

Donna bella e intelligente, è molto amata dal suo popolo, che gode durante il suo regno e quello di Agilulfo di anni prosperi. La regina è una grande mecenate(=benefattrice e protettrice) e fornisce Monza, la città diventata grazie a lei capitale estiva del Regno, di una ricca basilica dedicata a san Giovanni Battista, di un palazzo reale e di numerosi oggetti d'arte, tra i quali molte reliquie. 
Dopo la morte di Agilulfo (616) è reggente per il figlio Adaloaldo, ma quando questi viene deposto da una congiura di corte - dopo dieci anni di regno -la regina si ritira a vita privata e poco dopo muore. 
La sua figura, divenuta mitica, è stata amatissima e diventata il centro di numerose leggende e storie popolari. La sua fama raggiunge l'apice nel XIV secolo quando gli Zavattari affrescano nel Duomo di Monza una celebre serie di affreschi "Le storie della regina Teodolinda", il più ampio ciclo italiano del Gotico internazionale.

giovedì 30 maggio 2019

Raccogliere soldi per le attività scolastiche

Le scuole pubbliche o statali in Italia sono finanziate e organizzate dallo Stato, ma hanno fondi (=somme di denaro) scarsi e spesso chiedono alle famiglie di contribuire per poter dare vita a progetti interessanti o per comprare libri e materiale scolastico, cose che spesso vanno oltre il bilancio ufficiale. 
Negli anni sono stati inventati tanti modi per raccogliere finanziamenti: dalle raccolte punti al supermercato alla vendita di dolci, dal vendere piante all'allestire un mercatino di libri usati...


Cosa ne pensate?
Da voi come è organizzata la scuola?







martedì 28 maggio 2019

Le elezioni


"Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una giornata molto bella
un'aria già primaverile (1)

in cui ti senti più pulito
anche la strada è più pulita
senza schiamazzi (2) e senza suoni

chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni.

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po' a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione,

e poi la gente per la strada
li vedi tutti più educati
sembrano anche un po' più buoni

ed è più bella anche la scuola(3)
quando ci sono le elezioni.

Persino nei carabinieri(4)
c'è un'aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio
c'è un gran silenzio nel mio seggio

un senso d'ordine e di pulizia.
Democrazia!

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita (5)
lunga, sottile, marroncina
perfettamente temperata

e vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni

e faccio un segno sul mio segno (6)
come son giuste le elezioni.

È proprio vero che fa bene
un po' di partecipazione
con cura piego le due schede
e guardo ancora la matita
così perfetta è temperata...

io quasi quasi mela porto via.
Democrazia!"



Giorgio Gaber (1939-2003), è stato un cantautore, commediografo, regista teatrale e attore teatrale italiano tra i più influenti dello spettacolo e della musica italiana del secondo dopoguerra.
Chiamato anche Il Signor G dai suoi estimatori, è stato anche un chitarrista di valore, tra i primi interpreti del rock and roll italiano alla fine degli anni cinquanta, (tra il 1958 e il 1960); è stato anche autore e attore teatrale, divenendo un precursore del genere del teatro canzone. 
Domenica scorsa in Italia e in Europa ci sono state le elezioni. Ecco perciò la canzone di Gaber ("Le elezioni" del 1992). In poche note, in poche parole, c'è tutta la passione, la delicatezza e l'ironia di uno dei nostri più importanti comunicatori e artisti. Una bella descrizione dell'atmosfera di una tipica giornata di elezioni in Italia: silenzio, ordine, senso civico, partecipazione, impegno ...ma alla fine Gaber pensa di portarsi a casa la matita (cosa vietata e punita!) È uno scherzo?una battuta? Gaber finisce la canzonecon una provocazione: una piccola idea pericolosa. Qualcosa che rompe le regole e rompe la perfezione della giornata. Forse un modo di fare italiano? Cosa ne pensate?




(1) solitamente in Italia si vota in primavera
(2) schiamazzi=grida e rumori fastidiosi
(3) molte scuole sono usate come sede dei seggi elettorali 
(4) i Carabinieri sono una forza di polizia (fanno parte delle forze armate) e svolgono servizio di sicurezza nei seggi elettorali.
(5) per scrivere sulla scheda si usa una "matita copiativa" cioè non si può cancellare
(6) segno=simbolo del partito

giovedì 9 maggio 2019

La Repubblica di San Marino


La Repubblica di San Marino è la più piccola repubblica al mondo e una delle più antiche.
San Marino è un piccolo Stato indipendente nell'Italia centrale.
Si trova tra le regioni Marche e Romagna, sul monte Titano, con una superficie di 61 (sessantuno) km² (chilometri quadrati) e una popolazione di circa 30.000 (trenta mila) abitanti.


Vista panoramica 


La città di San Marino, capitale dello Stato, presenta ancora oggi un tipico aspetto medievale.


Il Palazzo del Governo

venerdì 3 maggio 2019

Profumo di primavera. Fiori di acacia

In questo periodo nell'aria c'è un profumo molto gradevole: sono i fiori di robinia, o pseudoacacia. Sono fiori bianchi, a grappolo, molto profumati e dal sapore dolce.
L'anno scorso mi avevano regalato dei fiori raccolti in collina. Perciò ho provato ad usarli per una frittata. Questi fiori infatti si mangiano. Ma non è consigliato mangiare quelli che si trovano in città a causa dell'inquinamento, dello smog.
E così ho assaggiato questo prodotto della primavera. A dire la verità non hanno un sapore intenso, anzi hanno un sapore delicato, fresco, direi "primaverile"!
Successivamente ho scoperto che ci sono altri modi per cucinarli e con essi si prepara anche una marmellata.
Ma la prossima volta penso che proverò a friggerli. 😉
E voi? Li conoscete?

giovedì 2 maggio 2019

Per chi è goloso e ha bisogno di energie!


Qui in Italia sono molto comuni i prodotti biologici e da qualche anno si trovano prodotti a base di spirulina, considerata un "superalimento" alla moda!

Io amo molto il cioccolato, ma non avevo mai assaggiato questa crema spalmabile al cacao e spirulina. Mi è stata regalata. Il gusto è piacevole. Solo un consiglio: mangiatela di mattina a colazione per avere le energie per l'intera giornata. Non mangiatela di sera altrimenti non dormirete la notte 😄

Profumo di primavera. Fiori di acacia

In questo periodo nell'aria c'è un profumo molto gradevole: sono i fiori di robinia, o pseudoacacia. Sono fiori bianchi, a grappol...